La parabola giallorossa del ragazzino che dalla Curva Capraro è arrivato in serie A per poi tornare nella sua città e guidarla alla risalita, prima in B ed ora al sogno della massima serie
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Si scrive Iemmello, si legge Catanzaro. Non un semplice rapporto professionale, ma una delle storie d'amore e di identità territoriale più viscerali del calcio italiano moderno.
34 anni, catanzarese doc e tifoso prima che calciatore “Re Pietro” ha

cominciato a giocare primasull'arenile e poi nella squadra del suo quartiere Lido, frequentando già da ragazzino la Curva Ovest del Ceravolo.
Poi la crescita, Fiorentina giovanili fino alla doppietta all'Inter col Sassuolo; gol al Milan col Benevento, per poi fare incetta di reti anche con Foggia e Perugia. Ma il pensiero, ed anche alcune esultanze, erano per il suo Catanzaro che intanto annaspava nel limbo della C
Ormai all'estero e fuori dai circuiti maggiori Iemmello arriva in giallorosso a gennaio 2022 grazie ad una scommessa del presidente Floriano Noto.

Da nemo propheta in patria, grazie al profondo amore per la maglia e per i suoi Ultras Pietro ha
via via ottenuto fiducia e la fascia di capitano; ha ripreso confidenza con le porte avversarie e guidato il Catanzaro dalla C alla B a suon di record, griffando diversi derby e ottenendo due semifinali play off consecutive.
Ora Iemmello, un ultras prestato alla squadra, lancia l'assalto ad un sogno che nessun tifoso si è mai precluso: riportare dopo oltre 40 anni la Serie A lì dove per la prima volta arrivò in Calabria

