A soli 22 anni, il giovane artigiano ha presentato la sua ultima collezione. Tra seta, lino, ginestra e antichi saperi, una sfilata in passerella che parte dalla Calabria e guarda a Parigi
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Ph. Roberto Ridoli
Ci sono sogni che hanno bisogno di strade lontane per essere inseguiti. E poi ce ne sono altri che, prima di arrivare lontano, hanno bisogno di mettere radici. Quello di Rocco Vitaliano, 22 anni, è uno di questi.
A Girifalco, nel cuore del Catanzarese, Rocco ha scelto di costruire il proprio futuro senza recidere il filo che lo lega alla sua terra. Anzi, proprio quel filo è diventato materia, identità, linguaggio. È diventato moda.
La sua è una storia fatta di tradizione e coraggio, di antichi saperi e visioni contemporanee. Una storia che parte dai telai, dalla seta, dal lino e dalla ginestra e arriva fino alle passerelle della Milano Fashion Week. Ma soprattutto è la storia di un giovane artigiano che ha trasformato ciò che appartiene alla sua terra in uno strumento per raccontarla, dimostrando che anche un piccolo paese può diventare il punto di partenza per un viaggio molto più grande.
Nei giorni scorsi, a Milano, sono state presentate le creazioni della sua ultima collezione. Per Rocco non è stato soltanto un importante traguardo professionale, ma un momento capace di dare un significato ancora più forte alla scelta compiuta: restare, creare e provare a portare nel mondo, attraverso i propri abiti, un pezzo di Calabria.
Un viaggio che, partito da Girifalco, oggi guarda già oltre i confini italiani.
Abbiamo incontrato Rocco per scambiare due chiacchiere con lui.
- Rocco, da Girifalco alla Milano Fashion Week: cosa hai provato nel vedere il tuo lavoro arrivare su uno dei palcoscenici più importanti della moda internazionale?
È stata un'emozione grandissima. Arrivare a Milano, a ventidue anni, e vedere che il mio lavoro veniva apprezzato così tanto è qualcosa che non mi sarei mai aspettato. È un conto fare qualcosa nella propria terra, dove magari vieni conosciuto e apprezzato anche per quello che fai, ma essere apprezzato a Milano, nella capitale della moda italiana, dove ogni giorno si vede e si respira moda, è un'emozione e una soddisfazione davvero grandissima.
- Cosa hai portato alla Milano Fashion Week attraverso le tue creazioni? Quali abiti?
A Milano ho portato la collezione di quest'anno, la mia nuova collezione, attraverso la quale ho voluto raccontare ancora una volta il mio modo di vedere la moda e il mio lavoro.
- Tu hai scelto di non abbandonare Girifalco e di costruire proprio lì il tuo percorso. Quanto della tua terra è arrivato con te a Milano?
Mi auguro che a Milano sia arrivato tanto della mia terra, anzi, tutto quello che rappresenta la mia terra. Io parlo ogni volta della mia Girifalco e della mia Calabria, in tutte le loro sfaccettature e in tutti i loro aspetti. Mi auguro quindi che sia arrivato tanto, a partire dalle fibre con cui sono realizzati gli abiti, che sono autoctone del nostro territorio, fino alla fattura, all'artigianalità, all'arte e alla sartorialità calabrese. Sono tutti elementi che fanno parte del mio lavoro e che voglio continuare a valorizzare.
- Seta, lino, ginestra e antichi telai sono elementi centrali delle tue creazioni: come si può trasformare una tradizione calabrese così antica in una moda capace di parlare anche al pubblico contemporaneo?
Per me trasformare una tradizione è qualcosa che viene spontaneo. Unisco il mio essere e la mia creatività al sapere che ho acquisito negli anni e poi tutto viene fuori da solo. Non c'è una regola precisa, non è qualcosa che si può programmare. È semplicemente un processo che mi viene naturale, spontaneo. Cerco di mettere insieme quello che sono, quello che ho imparato e quello che la mia terra mi ha trasmesso.
- Dopo Milano, qual è il prossimo sogno di Rocco Vitaliano? Vuoi portare ancora più lontano il nome di Girifalco e della Calabria attraverso la tua moda?
Guarda, adesso sono arrivato a Milano e il prossimo obiettivo è arrivare a Parigi, oppure calcare altri passerelle importanti nel mondo. Ovviamente, però, voglio farlo sempre portando avanti il lavoro che faccio e mantenendo il mio modo di lavorare, senza perdere quello che mi contraddistingue. Quindi, pian piano, un traguardo alla volta, voglio arrivare a realizzare tutti i miei sogni.




